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Fotografie e Percorsi

YO

 
Amante della psicologia di relazione,  amo entrare in empatia e prendermi cura del corpo e della mente. 
 In realtà,  in molti miei incontri la sfera dell'erotismo è solamente un argomento di conversazione.

Capita sovente,  infatti,  che chi vedo ha in realtà solamente necessità di incontrare un interlocutore attento e per quanto possibile competente per confrontarsi su aspetti della propria esistenza. 

Doverosa puntualizzazione: non sono uno psicologo, non sono un counselor, ma semplicemente una persona attenta e sensibile che conosce abbastanza bene le dinamiche umane e le passioni che da esse scaturiscono.

Pertanto , vi possono essere incontri in cui chi mi siede davanti mi racconta, semplicemente ed autenticamente,  le proprie vicissitudini,  ed insieme,  mano nella mano,  proviamo ad analizzarle.

 - marcomilanogigolo.com

"Due strade trovai nel bosco. E io scelsi la meno battuta" cit.

Paura. Quanta paura abbiamo di provare percorsi differenti, strade nuove, tanto più se mai o poco battute.

E' innegabile che tanto nella sfera dell'Eros, quanto in quella delle relazioni, l'elemento di novità è fonte di intrigo ma nel contempo di destabilizzazione.

Sovente è così.

In ogni nostra piccola grande attività quotidiana, tendiamo a ripetere in maniera seriale comportamenti e azioni conosciuti.

Essi rappresentano la nostra comfort zone, quell'area di sicurezza nella quale ci sentiamo protetti e tutelati in quanto immaginiamo che ai medesimi comportamenti seguiranno medesime conseguenze.

Spesso la nostra area di comfort diventa una gabbia d'oro, una zona di finto e apparente benessere che ad una più attenta analisi, e nel lungo periodo, può risultare asfittica.

E così, veniamo giocoforza solleticati da nuove e differenti fantasie, che se da un lato generano eccitazione, dall'altro creano imbarazzo, timore, talvolta vergogna e paura del giudizio.

Un giudizio che può essere del partner, ma molto spesso del nostro Super-Io, della nostra area del giudizio, della nostra istanza centrata sul dovere.

Vero è che le fantasie, se non agìte, rischiano (inutilmente, ndr) di diventare tarli.

Ed allora, talvolta risulta più "confortevole" uscire dalla nostra zona di comfort, in maniera evidentemente tutelata e protetta, scendere agli inferi, per poi risalire verso il "normale", che negarsi queste possibilità.

E se poi? Questa è l'obiezione più frequente.

E se poi ci prendiamo gusto? E se poi la devianza dalla regola diventa necessità? E se poi trasgredire diventa l'ordinario? E se poi non ne sapessi fare più a meno?

Ricorda. La vita è un percorso, un viaggio "normalmente perverso" costituito da tanti scatti d'autore.

La vita, di per sè, non è stasi, non è una fotografia. Per quanto pregevole possa essere.

E' un percorso.

Ciò che oggi rappresenta le nostre certezze, i nostri gusti, le nostre aspirazioni e fantasie, domani potrà essere completamente sovvertito, e risultare noioso, o addirittura sgradevole.

Oggi, potrei trovare trasgressivo unire molti corpi intorno a me, e concedermi con devozione ad ognuno di essi, con un compagno fidato che mi tiene la mano.

Domani potrei trovare ancor più trasgressivo leggere un libro che parla di conflitti e attuali mitologie, all'ombra di un vigneto, con un calice di vino.

E dormire, poi, abbracciati, respirando il calore dell'altro.

 - marcomilanogigolo.com